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26 octobre Disoccupazione scolasticaGli studenti hanno un grosso potere: sono tanti e possono manifestare. Ma hanno un grosso limite: non sono lavoratori, e se saltano un giorno di scuola ci rimettono solo che loro. Ci serve il supporto degli insegnanti. Parlatene con loro: vogliamo fare lezione fuori dall'edificio scolastico. Non un giorno in particolare, dev'essere una cosa continua. Ci vuole serietà innanzitutto.
In questo modo i professori scioperano, e gli alunni risultano assenti sul registro. Ma le lezioni non si interrompono, e lì sta il bello. Siamo nel 2008, non nel '68, molta gente ancora non lo capisce. La vera rivoluzione sta nel cambiare il metodo di replicare alle cose che ci vengono imposte dall'alto. Nuove idee insomma, senza ristagnare nei vecchi ideali di rivoluzione "macello-spaccotutto-caricamolapolizia". E quindi noi le scuole non le occupiamo, le dis-occupiamo, svuotandole completamente, e stando in piazza dimostriamo che l'istruzione è aperta a tutti. Parlatene coi prof, parlatene con i rappresentanti di classe, organizzatevi e muovetevi. Io ho già proposto queste cose ad alcuni docenti, che mi hanno immediatamente appoggiato, e mi è stato confermato che nella nostra scuola troveremo terreno fertile per attuare questa piccola manifestazione. Contro la Gelmini, che almeno non può più dire che facciamo i cortei per saltare giorni di studio. Anche contro la nostra preside che ci dà poco ascolto, dimostriamole come possiamo infangare il suo bel nome. E sbigatevi, che è tardi. Parlatene, parlatene, parlatene. Il dialogo ormai è sinonimo di cultura, quindi catturate opinioni per poter organizzare la cosa al meglio. Veloci! In questo modo, ad esempio, se inizieranno 2 o 3 classi a fare lezione di fuori, pian piano diverranno il doppio, il triplo. La notizia si spargerà a macchia d'olio, altre scuole faranno al nostro stesso modo. Nel nostro piccolo possiamo far scattare la scintilla che potrà dar fuoco a tutto quanto. E senza bandiere, che il nemico è unico. Via! Grazie Dario per questa idea brillante! |
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